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Smart Work

Smart Work: identificare un obiettivo raggiungerlo

#IoRestoaCasa e Smart Work. Idee per affrontare al meglio il lavoro da casa. Primo passo: identificare un obiettivo 

 

Smart Work. In questi giorni ci siamo interrogate a lungo su quale tipo di contributo, anche il più piccolo, potevamo dare in un momento complesso come questo. Abbiamo pensato di partire parlando di Smart Work, di strategie a supporto di chi si trova a lavorare da casa (anche senza averlo scelto).

Identificare un obiettivo

Un obiettivo descrive i risultati che ci proponiamo di raggiungere. Tali risultati devono essere raggiungibili e concreti.

Nel Life Design, i percorsi di Career Education, insegnano come descrivere un obiettivo in maniera efficace, e quanto questo passaggio, in apparenza scontato, aiuti in maniera significativa nel raggiungimento dell’obiettivo stesso.

Perché in questi giorni può essere utile fare un lavoro di questo tipo? Perché sentire il controllo, per quanto è in nostro potere, svolge un compito molto importante. Ci solleva, in parte, dal senso di smarrimento che percepiamo dall’aumento, imprevisto e improvviso, di situazioni di rischio e incertezza.

Obiettivi descritti adeguatamente 

Un obiettivo è descritto adeguatamente quando fa riferimento, in maniera chiara e inequivocabile

 

  1. a ciò che la persona dovrà dimostrare di fare (o di aver appreso)
  2. al “quando” dovrà dimostrare l’apprendimento (o alle situazioni durante le quali dovrà dimostrare di saper fare…)
  3. al “come” lo dovrà fare

 

Facciamo un esempio. “Finire il lavoro X” non è un obiettivo descritto efficacemente. Possiamo fare di meglio per aiutarci a fare quanto desideriamo fare.

Ecco come fare. Scegliete dei verbi per descrivere le azioni che dovrete fare. Questi verbi devono far parte di una categoria particolare, quella che chiameremo dei verbi “chiusi”. I verbi chiusi si distinguono dagli altri per il semplice fatto che indicano, chiaramente e inequivocabilmente l’azione che deve essere eseguita.

Riflettere, pensare, superare, affrontare, chiarire, sapere, diventare, capire, credere. Questi e altri verbi simili sono tra i più usati quando si parla di obiettivi. Tuttavia sono tutti verbi “aperti”, cioè non ci indicano chiaramente cosa dobbiamo fare e come lo dobbiamo fare e soprattuto non permettono di fare alcuna verifica sistematica. Come verifico, per esempio, se ho riflettuto abbastanza o bene? E’ necessario descrivere l’obiettivo “Finire il lavoro X” in maniera più adeguata, “diluendolo” in piccole azioni, che andranno a formare, se vi piace usarle, una bella lista.

 

  1. Telefonare entro le 10 a Marco
  2. Scrivere la mail a Giacomo
  3. Mandare i documenti a Stefania con le informazioni che mi ha dato Giacomo
  4. Inserire i dati nel file
  5. Telefonare al dentista per rimandare appuntamento
  6. Scrivere un elenco per punti del progetto “Z”

E così via.

Verifica

Un altro esempio può essere utile per la verifica dei risultati e anche come esercizio.  Quando una prestazione si può considerare accettabile, per considerare raggiunto un obiettivo, in termini di qualità o quantità? Facciamo l’esempio di una persona che, come me, scrive. Se mi ponessi questo obiettivo

“Aumentare il numero di pezzi scritti al mese”

E’ descritto in maniera efficace? No, non lo è.

L’azione, aumentare, necessita di definizione temporale (quando lo vuoi realizzare, a partire da…), quando scriverai di più, dove lo farai, come, quali strumenti.

Ecco come si può descrivere meglio.

  1. Elencare su un foglio almeno 10 redazioni entro la fine della settimana con le quali mi piacerebbe collaborare
  2. Inviare entro 1 mese almeno 5 richieste di collaborazione
  3. Scrivere 10 temi sui quali vorrei scrivere

Ora, con questo tipo di descrizione, potrò verificare con facilità se avrò raggiunto il mio obiettivo anche quantitativamente e qualitativamente.

 

Provate! Fate liste, anche lunghe, con piccoli obiettivi descritti così, e poi diteci. Non vi sentite meglio dopo aver fatto tutto quello che avevate scritto?