News



Facciamo Nudging? La spinta gentile che può cambiare le cose

Di fronte al primo piatto di pesce ho esitato, pensando all’inquinamento e alle micro particelle di plastica che io e la mia famiglia stavamo per ingurgitare. Alcuni pensieri non vanno in vacanza, anzi semmai si amplificano per quel senso di opposizione che si crea quando si sta proprio bene e qualcosa viene a disturbare.

 

La situazione in termini di sostenibilità (processo che consente il soddisfacimento dei bisogni della presente generazione senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri, Rapporto Brundtland, 1987), ambientale, economica e sociale, è piuttosto grave.

Ma noi, come alcuni autori suggeriscono (Rosling, 2018) pensiamo sia importante mettere l’accento su ciò che è migliorato o sta migliorando, perché i comportamenti virtuosi delle persone a noi più vicine, sono quelli che ci spingono a mettere in campo il meglio di noi.

 

 

Abbiamo bisogno di spinte gentili

Avete mai sentito parlare di nudging? Si può tradurre in spinta gentile (Thaler e Sunstein, 2008) e nel Regno Unito è il sistema che ha portato i migliori risultati in merito al problema dell’inosservanza, da parte dei contribuenti, dei pagamenti del fisco.

Di cosa si tratta? Senza andare tanto lontano… è quella cosa che, se una amica o un amico si iscrive in palestra con noi e questi tendono a frequentarla con costanza, spinge anche noi verso l’atteggiamento virtuoso atteso nel momento in cui, fiduciosi, abbiamo acquistato un abbonamento!

insegnare curiosità coraggio ottimismo speranza

 

Abbiamo bisogno di spinte gentili e non di spallate, sia per la palestra che per la questione sostenibilità, in tutti gli ambiti. 

Anche se una spallata ce la meriteremmo (potrebbero/ vorrebbero aggiungere alcuni di noi), proviamo a fidarci del nudging. Si tratta di andare a trovare l’atteggiamento virtuoso, praticarlo, condividerlo e diffonderlo con i nostri mezzi. Per dare spinte gentili bisogna essere molto informati sull’argomento, andare in profondità evitando di fermarsi alla superficie assecondando un pensiero, o meglio credenze, poco indagate o messe alla prova.

 

Cercasi Hope Influencer

Siamo ottimiste, va detto. Pensiamo che l’ottimismo non vada solo insegnato ai più giovani come risorsa fondamentale per la vita, ma anche praticato quotidianamente.

E se c’è un ruolo che vogliamo occupare nella società, come abbiamo imparato formandoci come Life Designer, è quello di instillare speranza nelle persone.

Speranza nelle proprie capacità, in quelle degli altri, nel cambiamento possibile, nel futuro.

Noi ci occupiamo di aiutare le persone a disegnare il proprio futuro professionale con il Life DesignCosa c’entra questo con il cambiamento climatico, il consumo consapevole, e più in generale con il termine sostenibilità? 

Una parte del nostro lavoro, con IF Life Design, è di chiedere alle persone impegnate nella progettazione del proprio futuro, di farlo traendo ispirazione dai temi dell‘Agenda 2030. Verso quali obiettivi, tra i 17 elencati dall’Onu, sei disponibile a ingaggiarti e quali di questi pensi possano assecondare i tuoi valori professionali, permettendoti di realizzarti, anche nel lavoro? 

Tutti noi abbiamo bisogno di contare su buone relazioni, godere della fiducia degli altri, sentire l’utilità di ciò che facciamo quotidianamente e percepirne il valore. E’ questo ciò che fa di un lavoro, un lavoro decente e dignitoso. 

L’Agenda 2030 rappresenta un’occasione straordinaria, da questo punto di vista. Non siamo tutti uguali, e ognuno di noi può sentire di poter e voler fare la propria parte occupandosi di ciò che è più nelle proprie corde e affine al proprio stile di vita e ideologia.

Un esempio attuale: avete sentito il nuovo brano della cantante Dolcenera? Partendo da una sensibilità personale, ognuno di noi può, facendo ciò che sa fare meglio, far riflettere e diffondere l’attenzione verso alcuni temi importanti per tutti.

 

La nostra spinta gentile

Per questo che ci piace raccontare, pur restando saldi sull’urgenza e la gravità della situazione in termini di sostenibilità, i miglioramenti e i passi avanti che riteniamo importanti. Nelle storie professionali che incontriamo, ma non solo.

Come ormai in tanti stiamo facendo, da qualche anno usiamo borracce e evitiamo di comprare, per quanto possibile, prodotti con imballo di plastica usa e getta.

Per la prima volta, quest’estate, sono successe due cose che hanno alzato i nostri livelli di speranza.

Alla richiesta di non servirci bevande in bottiglie di plastica, abbiamo trovato persone, dall’altra parte, lavoratori e lavoratrici, che qualche volta hanno potuto accontentarci, altre no. Ma abbiamo trovato interlocutori. Chi ha risposto positivamente alla richiesta, ha tenuto a esplicitare la propria presa di posizione sul tema, corredata da dettagli personali e scelte di vita. Chi non ha potuto rispondere positivamente ha accolto la richiesta, sottolineando quanto fosse difficile (e in alcuni casi troppo costoso) fare cambiamenti come singoli individui. In alcuni casi ci hanno rivolto delle scuse.

A noi è sembrato di cogliere qualcosa di nuovo, che ci allontana da quella sensazione nota a molti, di essere messi nel ruolo, orribile, di clienti scomodi e/o capricciosi.

La cosa più importante di tutte- che possiamo chiamare approccio, cambiamento culturale, trasformazione, narrazione- sta succedendo. Ora. Con lentezza.

Con grandissimo ritardo? Si. Pensavamo che fosse automatico, pensate un po’. Magari anche voi. Invece è la cosa più difficile tra tutte le cose. 

Questo mette in luce l’importanza di andare avanti, perché siamo sempre di più a prendere iniziative, da singoli individui a piccoli gruppi, che vanno verso la sostenibilità. E siamo sempre di più a mettere in circolo saperi. 

Ecco la seconda spinta gentile. Il tuo sapere può essere prezioso per chi ti sta accanto. Mai dare per scontato che ciò che per te è ovvio, lo sia anche per altri.

Nonostante la formazione degli ultimi anni, scopriamo continuamente alternative. Grazie a gruppi spontanei virtuali e non, associazioni, post con consigli utili, condivisioni di link, workshop tematici. 

Più facciamo formazione in merito a temi che riguardano l’Agenda 2030 e la sostenibilità, più ci accorgiamo di quanto, intorno a noi, si sta già facendo e quanto ci sia sempre da imparare, dai piccoli gesti quotidiani che possono fare la differenza, agli approcci di pensiero e innovazioni che indicano alternative.

Creare connessione tra due punti non è automatico, per alcuni è più complesso, per altri più semplice. Per assecondare con efficacia il desiderio di fare qualcosa per l’ambiente, quanti di noi si pongono domande come queste?

Se devo comprare la pasta, del succo di frutta o il latte, tra i criteri che influenzano la mia decisione, c’è n’è anche uno che riguarda il materiale di cui è fatto l’imballaggio? Se devo fare una festa o un pic-nic, prendo in considerazione piatti, bicchieri e posate compostabili? Quando sono in giro e ho sete, quanti modi ho per evitare di comprare una mezza bottiglietta di acqua? Cosa ne faccio delle cose che non uso più? 

E così via.

Noi siamo colpite da quanto c’è a disposizione, dal sapere collettivo e dalla disponibilità di mettere sempre in campo alternative valide.

Il vero cambiamento, secondo il nostro punto di vista, lo stiamo favorendo quando troviamo di fronte a noi qualcuno che dice “Sai che non ci avevo mai pensato? Lo farò anche io”.

Per saperne di più

Asvis Italia 

Agenda 2030, Onu

Fridays For Future

Contiamoci- Buone pratiche che contano 

Questo il nostro primo contributo per diffondere l’iniziativa promossa da Asvis “Saturday for Future!

 

Seguici sui social FB e Instagram per conoscere le nostre attività e i prossimi appuntamenti!