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Ciò che esiste e ciò che potrebbe esistere

Federica, di recente, ci ha contattate perché desiderava risolvere una situazione di malessere in ambito lavorativo. Una situazione paradossale, la sua, in questi tempi, anche se sappiamo essere più diffusa di quanto non si pensi: trattamento economico eccezionale, benessere percepito sotto lo zero.

Ciò che emergeva forte e chiaro dal racconto di Federica è riassumibile così: si può lasciare un lavoro ben retribuito e sicuro perché non si sta più bene con i colleghi, ci si sente di non condividere più le motivazioni e i valori del posto in cui sei? Domandona, diceva lei. Eh, sì. Siamo d’accordo. E abbiamo iniziato a lavorare.

Ora, a distanza di tempo, abbiamo desiderio di condividere una riflessione, relativa a un particolare di questa storia e a quanto, in alcune circostanze più di altre, tutto si giochi su due registri: il reale e il possibile. Foucault suggeriva che i pensieri che val la pena praticare sono quelli che ti fanno smarrire le certezze, che ti allontanano da ciò che è familiare e che conosci bene. Prendere strade diverse è possibile solo se, quelle strade, le immagini, le vedi e le riconosci come tali. Quando si apre quella possibilità, di valutare davvero dei possibili altrimenti al malessere quotidiano capita qualcosa, cioè pensare, per la prima volta e a pieno diritto, che la risposta alla domanda (si può lasciare un lavoro ben retribuito e sicuro perché non si sta più bene con i colleghi, ci si sente di non condividere più le motivazioni e i valori del posto in cui sei?) è: sì, si può.

Si può non significa “domani lascio il lavoro”, ma significa sì, posso concedermi tempo, spazio, energie, per valutare alternative. Questa è la condizione necessaria per andare avanti nella ricerca di opportunità realmente praticabili.  A questo punto si può lavorare per rendere possibile e praticabile una scelta. Federica ha scoperto, per esempio, che il lavoro che fa le piace, che si sente competente nella sua materia e questo le procura soddisfazione: una soluzione possibile potrebbe essere quella di fare lo stesso lavoro, in ambiti diversi da quello attuale.

Per niente semplice, anzi faticoso. Ci vuole disponibilità, aiuto, pazienza, energie, tempo. Così, ci si prende cura di quello che esiste e di ciò che potrebbe esistere, come diceva Foucault.

 

Daniela Rosas e Gloria Ferrero